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Basilicata
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La mwoqBasilicata (mwogmwowAFI: /baziliˈkata/cite-ref-11[11]) è una mwqqregione italiana a statuto ordinario dell'mwqgItalia meridionale, istituita nel 1948 e resa operativa nel 1970. Ha il suo capoluogo nella città di mwqwPotenza e conta mwra524 716 abitanti.cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3] È detta anche mwsqLucania, denominazione che fu ufficiale dal 1932 al 1947cite-ref-nome-lucania-12-0[12] oltre a identificare anticamente una mwtgregione dai confini differenti, che inglobava gran parte di quella odierna.cite-ref-13[13]

Confina a nord e a est con la mwvaPuglia, a nord e a ovest con la mwvqCampania, a sud con la mwvgCalabria, a sud-ovest è bagnata dal mwvwmar Tirreno (mwwaGolfo di Policastro) e a sud-est dal mwwqmar Ionio (mwwgGolfo di Taranto). È divisa in 2 province (mwwwPotenza e mwxaMatera) e comprende mwxq131 comuni.

Contents

Storia
Clima
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Musica
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Eventi
Sport
Note

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Origine dei nomi della regione

L'origine del nome Basilicata ha diverse ipotesi:

• il termine mwywBasilikos in mwzagreco vuol dire "funzionario del re" e deriva dalla parola greca mwzqmwzgBasileus, denominazione del monarca e dunque degli imperatori bizantini detti appunto mwzwmwaaBasileus e mwaqBasilissa dei Romei (Re e Regina dei Romani); tuttavia sembra che non siano mai esistiti funzionari bizantini chiamati mwawBasilici alle dipendenze degli imperatori, infatti le suddivisioni del regno denominate mwbathema, erano circoscrizioni governate dai generali, e la provincia civile-militare in questione era denominata mwbqLucania anche in epoca bizantina. La cronologia delle fonti (orale) dimostra che il termine si rinviene per la prima volta nel mwcamwcqCatalogo dei baroni normanni del 1154, quindi indicherebbe a posteriori una dipendenza della regione dell'mwcgImpero romano d'Oriente, dato che questa era ormai occupata dai normanni già dal 1150.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15] Documentalmente, invece, l'uso del coronimo è ancora più tardo, perché risalente all'epoca sveva, come si evince dal decreto istitutivo.
• un'altra tesi fa derivare il nome dalla basilica di Acerenza, il cui vescovo aveva la giurisdizione sull'intero territorio.

Lucania (unitamente all'etnonimo Lucani) ha invece diverse radici filologiche:

• la prima è mwgwleucos, parola greca trasmessa al latino che significa «bianco», «lucente»; infatti una leggenda vuole che il nome fosse dato da un popolo diretto verso Sud, una volta giunto in una terra dalla quale si vedeva sorgere il Sole, e che il nome Lucania indicasse quindi "Terra della Luce";
• possibile è l'origine da mwhqlucus, cioè "bosco sacro";
• accreditata è anche l'ipotesi di origine dal greco mwhwlycos, ossia "lupo"; se così fosse l'etimologia sarebbe del tutto analoga a quella della tribù degli mwiaHirpini (stanziata immediatamente a nord dei Lucani), il cui etnonimo deriva dall'mwiqosco mwighirpos che significava ugualmente "lupo".cite-ref-16[16]

Benché lo statuto regionale preveda, esclusivamente, l'uso del vocabolo mwkalucani per identificare i suoi abitanti,cite-ref-17[17] vi è anche una certa diffusione dell'etnico mwlqbasilicatesi, soprattutto tra XIX e inizi XX secolo. Studiosi locali come mwlgGiustino Fortunato, mwlwGiacomo Racioppi, mwmaTommaso Claps e mwmqGiuseppe Gattini, come altri eruditi quali mwmgBenedetto Croce e mwmwAngelo De Gubernatis, ricorrevano all'uso del termine.cite-ref-18[18] Fu Racioppi a proporne l'uso assieme a mwoabasilicaioti e mwoqbasilicani, benché questi ultimi non abbiano mai trovato spazio nel linguaggio comune.cite-ref-19[19] Più raro l'appellativo mwpgbasilisco, citato nel mwpwDeonomasticon Italicum di mwqaWolfgang Schweickard (in cui vengono elencate altre varianti come mwqqbasilicatense e mwqgbasilicatino, oltre al suddetto mwqwbasilicatese)cite-ref-20[20] che circolò nei primi decenni del 1900, talvolta con accezione negativa, soprattutto da parte di stampa e avversari politici nei confronti di personalità come mwsaFrancesco Ciccotti, rivale ed ex collega di Mussolini ai tempi del mwsqPartito Socialista,cite-ref-21[21] e mwtgFrancesco Saverio Nitti, in carica come primo ministro del regno italiano.cite-ref-22[22]

La questione della denominazione territoriale era già dibattuta agli inizi del XIX secolo. Nel 1820, fu avanzata nel mwvaparlamento delle Due Sicilie la proposta di rinominare la province di Basilicata e mwvqPrincipato Citra (i cui territori corrispondevano grossomodo all'antica Lucania), con gli appellativi di mwvgLucania Orientale e mwvwLucania Occidentale.cite-ref-23[23] Il dibattito s'intensificò all'indomani dell'unità d'Italia.cite-ref-24[24] mwyaMichele Lacava fu uno dei maggiori promotori del ripristino di 'Lucania', che considerava «splendido e nazionale», al contrario di Basilicata che riteneva «estranio ed oscuro»,cite-ref-25[25] entrando in contrasto con Racioppi che difendeva il nome attuale. Lacava considerò 'Basilicata' un nome imposto «in onore di mwzqBasilio II, imperatore Bizantino, despota feroce ed ippocrita»cite-ref-26[26] e riferì come Lucania fosse ancora vivo nella memoria degli abitanti a distanza di secoli. Fortunato, strenuo sostenitore del toponimo 'Basilicata', ritenne 'Lucania' un ricordo del passato, rimarcando come i confini delle due regioni fossero differenti, ed ebbe a dire: «nato basilicatese, basilicatese – e non lucano – spero morire».cite-ref-27[27] Durante il periodo mw1gfascista il territorio regionale riprese il nome Lucania,cite-ref-nome-lucania-12-1[12] ma con la nascita della Repubblica tornò a chiamarsi Basilicatacite-ref-28[28]. mw3wCarlo Levi, che ivi soggiornò in epoca fascista e repubblicana, testimoniò che i contadini con cui ebbe contatti privilegiavano, in gran parte, il nome Lucania ed erano più inclini a presentarsi come mw4alucani.cite-ref-29[29] Il dibattito sull'identificazione della regione e dei residenti persiste tuttora.cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Regione storica della Lucania

«... La Lucania è il territorio posto tra la costa del Tirreno, dal

Sele

al

Lao

, e quella dello Ionio, da

Metaponto

a

Turi

...»

(Strabone, storico del I secolo a.C. - Geografia, VI, 1, 4)

La mw9gLucania antica era ben più vasta dell'odierna Basilicata; oltre a questa infatti comprendeva vasti territori appartenenti oggi ad altre due regioni: alla Campania (mw9wCilento e mw-aVallo di Diano nel mw-qSalernitano) e alla Calabria (arrivava a mw-gSibari, Turi, e al fiume Lao, nel mw-wCosentino). Non comprendeva però le terre a est del fiume mw-aBradano, quindi la stessa Matera, né l'area più settentrionale del mw-qVulture, la cui principale città era mw-gVenusia, all'epoca dei mw-wDauni. Tali confini geografici riflettono la situazione posteriore alla scissione fra mwaqaBruzi (antichi abitanti della Calabria) e mwaqeLucani avvenuta nel 356 a.C. con il confine fra le due regioni nell'istmo tra Turi e mwaqiCirella (mwaqmPiccola Lucania). Prima di questa data, le fonti dal V secolo in poi si riferivano a una vasta area, chiamata convenzionalmente dai moderni mwaqqGrande Lucania, che si spingeva fino allo mwaqustretto di Messina ed era abitata da genti di mwaqyceppo italico. I suddetti confini nord-orientali della Lucania furono poi mantenuti nell'istituzione delle mwaqcregioni augustee, avvenuta intorno al 7 d.C.: le terre dei Lucani (al di qua del Bradano) entrarono a far parte della mwaqgmwaqkRegio III Lucania et Bruttii, mentre Matera e il Vulture della mwaqomwaqsRegio II Apulia et Calabria.

Storia

Dalla preistoria al Medioevo

Il mwarasito archeologico di Notarchirico ha restituito reperti paleolitici faunistici e mwarelitici, oltre ad un mwarifossile di femore di un adolescente della specie mwarmHomo heidelbergensis vissuto intorno a mwarq630 000 anni mwarudal presente, classificati come appartenenti alla mwarycultura acheuleana, tra le più antiche evidenze riferibili a questa cultura in Europacite-ref-32[32]. I primi insediamenti attribuibili all'mwarsHomo sapiens risalgono al mwarwPaleolitico inferiore e a rifugi del mwar0Mesolitico. Dal V millennio a.C. si diffusero gli insediamenti in villaggi fortificati e nell'mwar4età del ferro esistette una cultura indigena locale. Dall'VIII secolo a.C. fu fondata la mwar8colonia greca di mwasaSiris (di madrepatria mwasemicroasiatica) e intorno al 630 a.C. quella di mwasiMetaponto, di colonizzazione mwasmachea, completando l'occupazione della costa mwasqionica, mentre nell'interno continuano a fiorire le comunità indigene. I primi contatti dei mwasuRomani con i mwasyLucani si ebbero con una temporanea alleanza anti mwascsannita intorno al 330 a.C. Dopo la conquista di mwasgTaranto nel 272 a.C., il dominio romano si estese a tutta la regione. Venne prolungata la mwaskvia Appia fino a mwasoBrindisi e vennero fondate le mwasscolonie di mwaswPotentia (Potenza) e mwas0mwas4Grumentum.

Alla fine del V secolo la Lucania era già ampiamente cristianizzata e dopo la caduta dell'impero romano restò in possesso mwatabizantino fino alla mwateconquista longobarda nel 568, entrando a far parte del mwatiDucato di Benevento. Nel 968, dopo la conquista bizantina, venne costituito il mwatmthema di Lucania, con capoluogo Tursikon (attuale mwatqTursi)cite-ref-33[33]. Con l'mwatkarrivo dei Normanni, il mwatothema scomparve favorendo la nascita del mwatsducato di Puglia e Calabria, di cui mwatwMelfi (già sede della mwat0Contea di Puglia) fu inizialmente capitale. Con le mwat4Costituzioni di Melfi, promulgate da mwat8Federico II di Svevia, nel 1231 nacque il mwauagiustizierato di Basilicatacite-ref-34[34]. I confini del giustizierato coincidevano quasi del tutto con l'odierna regione, con l'esclusione di Matera (che entrerà nel 1663) e alcune zone del mwauuMelandro, della mwauyVal d'Agri e del mwaucMetapontino. Sotto la dominazione mwaugangioina, la Basilicata attraversò una profonda crisi demograficacite-ref-35[35] ma nella seconda metà del XV secolo si ebbe una certa ripresa, dovuta anche all'arrivo di esuli greco-albanesi dalle regioni balcaniche dell'mwau0Impero bizantino dopo la mwau4caduta di Costantinopoli.

Età moderna e borbonica

Tra XV e XVI secolo, la Basilicata fu teatro di conflitti tra mwaveFrancia e mwaviSpagna: mwavmMiglionico ospitò la mwavqcongiura dei baroni contro mwavuFerrante d'Aragona, a Rionero s'incontrarono i generali mwavyLouis d'Armagnac e mwavcConsalvo Fernandez di Cordova tentando, invanamente, una pacifica spartizione del mwavgRegno di Napoli,cite-ref-36[36] e Melfi subì un mwav0pesante assedio da parte dell'esercito francese. Sotto il vicereame spagnolo, fu in gran parte sottoposta alla giurisdizione del mwav4Principato Citra ma nel 1642 ottenne un'autonomia istituzionale, destinando a mwav8Stigliano la prima sede della mwawaRegia Udienza di Basilicata.cite-ref-37[37] Quando a mwawuNapoli scoppiò la rivolta di mwawyMasaniello, nel 1647, una sollevazione popolare guidata da mwawcMatteo Cristiano e mwawgFrancesco Salazar coinvolse tutta la regione, che aderì alla mwawkRepubblica, ma la rivolta venne rapidamente repressa. Nel 1663 venne creata una nuova provincia per la Basilicata, per assicurarne un maggiore controllo, con capoluogo a Matera, fino ad allora parte della mwawoTerra d'Otranto.

Nel 1735, la Basilicata passò sotto il dominio dei mwawwBorbone di Napoli. Sull'onda dei fatti del 1799, mwaw0Avigliano, ancor prima di mwaw4Napoli,cite-ref-38[38] piantò l'mwaxmalbero della libertà e proclamò la mwaxqRepubblica Napoletana; da lì i moti si estesero in tutta la regione, ma la rivoluzione venne soffocata dall'mwaxuesercito sanfedista del mwaxycardinale Ruffo, soggiogando le città di Potenza, Melfi, mwaxcTito e mwaxgPicerno.

I francesi ritornarono sette anni più tardi, nonostante la resistenza della popolazione (che, in gran parte, manifestò fedeltà alla corona borbonica),cite-ref-39[39] ponendo sotto assedio città come mwax4Lauria, mwax8Maratea e mwayaViggiano. I francesi riorganizzarono l'assetto amministrativo e spostarono la sede dell'allora mwayeprovincia di Basilicata da Matera a Potenza.cite-ref-40[40] mwayyCharles Antoine Manhès, fissando il suo quartier generale a Potenza, attuò una repressione molto violenta ma efficace contro il mwaycbrigantaggio che imperversava nelle campagne basilicatesi e calabresi. Con il ritorno dei Borbone, nel 1848 le forze radicali tentarono, senza successo, di costituire a Potenza un governo provvisorio, dopo che mwaygFerdinando II aveva ritirato la costituzione liberale, a pochi mesi dalla promulgazione.

Unità d'Italia e brigantaggio

Nell'agosto 1860, la Basilicata fu la prima provincia continentale del mwaysRegno delle Due Sicilie a dichiarare la mwaywpropria annessione al nascente mway0stato unitario, mentre mway4Garibaldi si trovava ancora in mway8Sicilia.cite-ref-41[41] Decaduta l'autorità borbonica, l'esercito di Garibaldi giunse in Basilicata senza incontrare difficoltà, toccando i comuni di mwazqRotonda, mwazuMaratea e mwazyLagonegro. Alla mwazcspedizione si unirono circa tremila volontari della brigata "Cacciatori Lucani", che seguì Garibaldi fino al suo scioglimento nel novembre dello stesso anno.cite-ref-42[42]

Dopo l'annessione, però, la Basilicata, afflitta da una povertà remota e, al tempo, la provincia più arretrata e isolata del regno borbonico,cite-ref-43[43] vide vanificare le proprie speranze di un cambiamento sociale: la mancata promessa di una redistribuzione demaniale, lo mwaaemwaaistatus quo mantenuto dalla classe dirigente e l'incomprensione del regio governo, generarono il malcontento del ceto popolare, che si tradusse in una rivolta armata.cite-ref-44[44] Il brigantaggio, fenomeno endemico del Meridione del quale la monarchia borbonica se ne servì ogni qual volta il proprio regno fosse minacciato da potenze straniere,cite-ref-45[45] agli albori dell'mwaasunità d'Italia assunse i connotati di una vera e propria mwaawguerra civile che interessò le province dell'ex Regno delle Due Sicilie per circa dieci anni, causando migliaia di morti tra rivoltosi e truppe del regio esercito. La Basilicata fu la provincia con il maggior numero di bande, di cui se ne contarono 47 in totale.cite-ref-46[46] Le più notorie, capeggiate da mwabeCarmine Crocco, fecero del Vulture la propria base operativa.

Sconfitto il brigantaggio, la Basilicata, come tutta l'Italia del tempo, iniziò a subire la piaga dell'emigrazione; un fenomeno che, tuttora, affligge la regione.cite-ref-47[47] Tra fine Ottocento e inizio Novecento iniziò a emergere il mwabcmeridionalismo, movimento politico-culturale in favore del Mezzogiorno che tra i suoi esponenti annoverò personalità lucane come mwabgGiustino Fortunato, mwabkFrancesco Saverio Nitti, mwaboEttore Ciccotti e mwabsRaffaele Ciasca. Grazie all'impegno dei meridionalisti, la Basilicata conobbe un lieve ma fondamentale sviluppo, con la realizzazione di scuole, vie di comunicazione, acquedotti, e politiche di bonifica e cura farmacologica.

Storia contemporanea

Sotto il mwab4fascismo, la Basilicata (che fu rinominata in Lucania) divenne terra di mwab8confino per gli oppositori poiché mwacaMussolini, escludendo sporadici episodi di ribellione e oltraggio al regime, non intravide movimenti di vasta portata sociale che ne avrebbero arrecato seri problemi.cite-ref-48[48] Il confinato più celebre fu mwacuCarlo Levi che, dalla sua esperienza in terra lucana, trasse il romanzo mwacymwaccCristo si è fermato a Eboli, in cui denuncia l'arretratezza della regione, con la quale instaurò un forte legame.cite-ref-49[49] Con l'abolizione dei mwacwcircondari, nel 1927 fu istituita la provincia di Matera. Tuttavia, sul finire del ventennio, si verificarono alcuni episodi di insurrezione popolare, come la mwac0rivolta di San Mauro Forte del marzo 1940 (al cui termine si contarono due vittime), dove centinaia di contadini si ribellarono al regime. Anche nei comuni di mwac4Bernalda, mwac8Pomarico, mwadaSalandra e mwadeFerrandina scoppiarono tumulti fra il 1943 e il 1945 con veri e propri scontri armati.

Nel settembre 1943 città come mwadmMatera (prima città del Mezzogiorno a mwadqinsorgere contro i tedeschi occupanti)cite-ref-50[50] e mwadkRionero furono vittime di rappresaglie nazifasciste mentre mwadoPotenza, Maratea e Lauria subirono i bombardamenti alleati. La mwadsRepubblica di Maschito, nonostante la sua breve durata, fu una delle prime mwadwesperienze repubblicane nate dalla mwad0Resistenza.cite-ref-51[51]cite-ref-52[52] Nel 1944 si verificò il più grave incidente ferroviario italiano e uno dei più gravi mai accaduti, il mwaeydisastro di Balvano, in cui morirono più di cinquecento persone.cite-ref-53[53] Nel dopoguerra vi furono diverse agitazioni popolari per la redistribuzione delle terre ai contadini, l'episodio più significativo fu l'occupazione delle terre avvenuta a mwaesMontescaglioso nel dicembre 1949, seguita da una repressione che portò alla morte del rivoluzionario mwaewGiuseppe Novello.

Il 23 novembre 1980 la Basilicata fu sconvolta dal mwae4terremoto dell'Irpinia, che colpì buona parte del potentino. Nel 1993, i mwae8Sassi di Matera vennero dichiarati mwafapatrimonio dell'umanità tutelato dall'mwafeUNESCO, primo sito nel mezzogiorno d'mwafiItalia a ricevere tale riconoscimento.cite-ref-54[54] Nel 2003 il mwafcdecreto varato dal mwafggoverno Berlusconi, che prevedeva l'installazione di un deposito di scorie radioattive a mwafkScanzano Jonico, provocò un'intensa protesta a cui aderirono oltre 100.000 personecite-ref-55[55] che portò il governo ad annullare il proposito.cite-ref-56[56]

Geografia fisica

Territorio

Il territorio della Basilicata è prevalentemente montuoso (47%) e collinare (45%) con un'esigua percentuale pianeggiante (8%).cite-ref-57[57] Possiede un'unica grande pianura: la Piana di Metaponto. I massicci del mwahoPollino (Monte Pollino - 2.248mwahs m) e del mwahwSirino (Monte Papa - 2.005mwah0 m), il mwah4Monte Alpi (1.900mwah8 m), il Monte Raparo (1.764mwaia m) e il complesso montuoso della mwaieMaddalena (mwaiiMonte Volturino, 1.835mwaim m) costituiscono i maggiori rilievi dell'mwaiqAppennino lucano.

Nell'area nord-occidentale della regione è presente un vulcano non attivo, il mwaiymonte Vulture. Le colline costituiscono il 45,13% del territorio e sono di tipo argilloso, soggette a fenomeni di erosione che danno luogo a frane e smottamenti. Le pianure occupano l'8% del territorio. La più estesa è la mwaicpiana di Metaponto che occupa la parte meridionale della regione, lungo la mwaigcosta ionica.

I fiumi lucani sono a carattere torrentizio e sono il mwaioBradano, il mwaisBasento, l'mwaiwAgri, il mwai0Sinni, il mwai4Cavone, il mwai8Noce e al confine con la Puglia e la Campania l'mwajaOfanto. Inoltre sono presenti affluenti di notevole importanza fra cui il mwajeSarmento che confluisce nel Sinni, il torrente Sauro nell'Agri, il mwajiCamastra affluente del Basento e i torrenti mwajmBasentello e mwajqGravina di Matera e di Picciano del fiume Bradano. Tra i laghi, quelli di mwajumwajyMonticchio hanno origini vulcaniche, mentre quelli del mwajcmwajgPietra del Pertusillo, di mwajkmwajoSan Giuliano, di mwajsmwajwMonte Cotugno e di mwaj0mwaj4Gannano sono stati costruiti mwaj8artificialmente per usi potabili e irrigui. Artificiale è anche il lago mwakaCamastra le cui acque vengono potabilizzate. Le coste del litorale ionico sono basse e sabbiose mentre quelle del litorale tirrenico sono alte e rocciose (mwakeGolfo di Policastro).

La Basilicata ha una grande diversità ambientale ed è suddivisa in sei sotto-zone diverse:

• mwakuVulture-Melfese a nord-est con caratteristiche di altopiani per lo più seminati a grano, mentre nella zona del mwakyVulture abbiamo alternanza di boschi e viti;
• mwakgPotentino/mwakkDolomiti lucane a nord-ovest con una prevalenza di boschi e montagne con un'altezza media di 1.200-1.500 metri;
• mwaksMassiccio del Pollino/mwakwMonte Sirino a sud-ovest, che rappresentano le vere montagne lucane con altitudini anche superiori ai 2.000 metri e una forte presenza di foreste e boschi;
• mwak4Val d'Agri al centro-ovest, un altopiano che parte dai 600mwak8 m mwalas.l.m. e segue il corso del mwalefiume Agri fino a convergere nella piana di Metaponto;
• mwalmCollina materana al centro-est che presenta collina e alta collina con una grande presenza di argille brulle e calanchi;
• mwaluMetapontino a sud-sud-est che è una vasta pianura alluvionale dove si pratica un'agricoltura intensiva di tipo industriale e una tipologia di costa di tipo bassa e sabbiosa.

Queste diversità si enunciano sia a livello faunistico, sia a quello floristico e infine a quello climatico.

Geologia

L'intera area della Basilicata è considerata a mwalorischio sismico moderato o elevato, specie in corrispondenza dell'entroterra e dei rilievi dell'mwalsAppennino lucano, sia a nord verso il confine con la mwalwCampania sia a sud verso il confine con la mwal0Calabria. Relativamente minore è il rischio sismico sulle coste e nelle zone pianeggianti. Il più grave terremoto mai registrato in Basilicata, nonché uno dei più gravi nella storia della penisola, avvenne nel 1857, con epicentro mwal4Montemurro, e provocò circa 11.000 vittime.cite-ref-58[58]

Clima

Il mwamuclima della Basilicata cambia di zona in zona; infatti una caratteristica rilevante è che la Regione è esposta a due mari, mwamyTirreno e mwamcIonio. La parte orientale della regione (non avendo la protezione della catena appenninica) risente dell'influsso del mwamgmar Adriatico, a cui va aggiunta l'orografia del territorio e l'altitudine irregolare delle montagne. Ma nonostante la diversità, il clima della regione può essere definito continentale, con caratteri mediterranei solo nelle aree costiere. Infatti se ci si addentra già di qualche chilometro nell'interno, soprattutto in inverno, la mitezza viene subito sostituita da un clima rigido e umido.

Presenta quattro aree climatiche rispettivamente suddivise in questo modo:

• Pianura mwamwionica del mwam0Metapontino, dove a inverni miti e piovosi si alternano estati calde e secche, ma abbastanza ventilate.
• mwam8Costa tirrenica. Qui si riscontrano le stesse affinità con il clima dell'area ionica, con la sola differenza che in inverno la temperatura è leggermente più elevata e in estate è leggermente più fresca e l'umidità è molto accentuata.
• mwaneCollina materana, dove i caratteri climatici mediterranei si attenuano notevolmente andando verso l'interno: già a partire dai 300-400 metri gli inverni divengono freddi e nebbiosi, e la neve può fare la sua comparsa diverse volte all'anno da novembre a marzo inoltrato. Anche qui le estati sono calde e secche, con escursioni termiche giornaliere abbastanza elevate.
• mwanmMontagna appenninica, che corrisponde quasi alla metà del territorio regionale. Qui gli inverni risultano molto freddi, con temperature che possono arrivare anche a -15mwanq °C,cite-ref-centrometeoitaliano-59-0[59] soprattutto oltre i 1mwank 000 metri di quota, dove la neve al suolo rimane fino a metà primavera, ma può rimanere fino alla fine di maggio sui rilievi maggiori. A Potenza, capoluogo regionale posto a 819 metri mwanos.l.m., l'inverno può essere molto nevoso, e le temperature possono scendere anche di molti gradi sotto lo zero, risultando tra le città più fredde d'Italia.cite-ref-centrometeoitaliano-59-1[59] Le estati sono moderatamente calde, anche se le temperature notturne possono essere molto fresche. I venti più frequenti provengono in prevalenza dai quadranti occidentali e meridionali.

Ambiente

Aree protette

La regione Basilicata ospita nel suo territorio undici aree protette, di cui due parchi nazionali e tre regionali:

• il mwaouPollino, diviso tra Basilicata e Calabria; il parco nazionale più esteso d'Italia, inserito nella lista dei mwaoygeoparchi mondiali UNESCOcite-ref-60[60]
• il mwaowVal d'Agri
• sette mwapiriserve naturali regionali e otto riserve statali.

Le zone sottoposte a protezione occupano circa il 30% dell'intera superficie regionalecite-ref-61[61].

Flora

Il nord della regione alterna ampie radure con sporadiche piante di mwaponocciolo, cratego e rosa selvatica ad aree agricole spoglie e ai boschi che sono costituiti essenzialmente da alberi di castagno, cerro, farnetto, rovere meridionale, molto rara la presenza del tiglio nostrale della sottospecie meridionale e faggio, accompagnati da specie arboree più mediterranee ed arbustive quali la mwapsroverella, l'acero campestre, l'acero minore, l'mwapwacero napoletano, agrifoglio, pero selvatico, il carpino orientale, il carpino bianco, pioppo nero, pioppo bianco, varie specie di salici, che si alternano a seconda dell'altitudine favorevole solo al di sopra dei 600/700 metri come sul mwap0Vulture.cite-ref-62[62] Sull'Appenino lucano e nella mwaqiVal d'Agri la biodiversità è complessa in quanto l'area passa dai 300 ai 2000 metri d'altitudine mostrando eterogeneità ecologica. La fascia fitoclimatica montana che si colloca dai 1.000 ai 1.800 m è quella in cui ricadono le faggete dei Monti Maruggio, Arioso e Pierfaone, presenti anche mwaqmAceri: Acero di Lobel, l’Acer Opalus e l’Acero Campestre nonché la Carpinella.

Nell'area del bosco di Rifreddo prevale invece il faggio e, ad altitudini meno superiori, boschi di cerro, farnetto e rovere meridionali. Non sono rari i boschi eliofili dove si ammirano il mwaqocarpino orientale, il carpino nero, il nocciolo e l'acero opalo subspecies neapolitanum. Tra le erbacee sono presenti tipicamente nelle aree appenniniche e nelle valli: mwaqsVeronica officinalis, mwaqwAnemone apennina, mwaq0Scilla bifolia, mwaq4Atropa belladonna e mwaq8Allium ursinum, nei valloni più freschi e fertili si presentano in estese coltri vegetali insieme a mwaraSambucus nigra e mwareGalantus nivalis. Scendendo al di sotto dei 1000 metri, continua ad essere frequente la mwariginestra comune, come in tutta la regione.cite-ref-63[63] L'area del mwarcPollino presenta, oltre al bosco e al sottobosco tipici dell'Appennino, dei fondi sabbiosi e rocciosi, dove si evidenzia una vegetazione bassa e rada denominata "gariga", costituita da specie, talvolta aromatiche, come cisto, timo e camedrio arboreo; in altri casi predomina la "steppa mediterranea" con graminacee perenni con alcuni esemplari di ginepro fino ai 900 m di quota, grazie a condizioni microclimatiche determinate dalla capacità della roccia di accumulare calore.

Le specie endemiche più rappresentative sono l'mwarkontano napoletano e il mwaropino loricato, emblema del Parco del Pollino, che svetta imponente, sino a 2200 metri, in gruppi o isolato. La corteccia ricorda la lorica dei soldati romani, da qui il nome, impiegato in passato per costruzione di mobili e imbarcazioni. Il pino loricato è, oggi, una specie protetta. Si trovano nell'area, lungo le praterie: mwarsmillefoglio montano, mwarwgenziana maggiore, mwar0asfodelo montano, mwar4narciso selvatico, mwar8zafferano maggiore, mwasaranuncolo lanuto, e varie specie di mwaseOrchidaceae quali Orchis mascula e Dactiylorhiza latiifoglia.cite-ref-64[64] Nell'area marina della costa di mwasyMaratea è diffuso il finocchio marino, sono presenti anche il limonio salernitano e sulle spiagge alcuni esemplari del mwascpapavero giallo delle sabbie detto anche papavero cornuto. Più in alto: il fiordaliso delle scogliere, il garofano rupicolo, la cineraria marittima e la campanula napoletana. Esclusiva dell'area del Golfo di Policastro è la rara mwasgPrimula palinuri, questa specie protetta di antiche origini è paleoendemica ed è sopravvissuta a diverse ere geologiche. Dominano il paesaggio la tagliamani e mwaskl'euforbia.cite-ref-65[65] Nel Materano la flora è lievemente più omogenea nell'area della mwas4murgia, dove le specie endemiche sono circa 36, quelle rare 60. Nel materano sono sporadici i boschi, ma si trovano specie di alberi e arbusti tipicamente mediterranei come: la mwas8roverella, il mwatafragno, mwatequercia spinosa nella varietà calliprinos il mwaticarrubo e il mwatmleccio, il mwatqginepro, il mwatulentisco, la mwatyginestra, e specie della "mwatcgariga" come il mwatgcisto, il mwatkpungitopo, il timo spinoso, la mwatoferula e l’asfodelo. Numerosi sono i fiori come la vedovella dei prati, la mwatscampanula pugliese, l’eliantemo ionico, il convolvolo, il lino di Tommasini, lo zafferano di Thomas e l’ofris matheolana una piccola e rara mwatworchidea endemica.cite-ref-66[66] Tipica dell'area dei mwauecalanchi, spoglia arida ed argillosa, è l'alimo, specie adatta ad ambienti desertificati.

Fauna

Una delle specie faunistiche più rilevanti è il mwauklupo, che trova dimora in particolar modo nel Pollino, nel Potentino e nel Lagonegrese.cite-ref-basilicataparchi-67-0[67] Sono presenti inoltre mwau4volpe, mwau8capriolo, mwavacinghiale, mwavegatto selvatico, mwavilontra, mwavmdonnola, mwavqpuzzola, mwavufaina, mwavymartora, mwavctasso, mwavgdriomio e mwavkistrice.Tra i pesci è da menzionare l'mwavoalborella del Vulture, scoperta nel 1838 dai botanici mwavsGiovanni Gussone e mwavwMichele Tenore durante un'escursione presso i mwav0laghi di Monticchio.cite-ref-68[68] Altre specie ittiche maggiormente diffuse sono mwawitrota, mwawmcarpa, mwawqcavedano, mwawurovella, mwawyanguilla, mwawcgambero d'acqua dolce e mwawggranchio di fiume. Tra gli anfibi non è raro trovare la mwawkrana italica, mwawotritone italiano, mwawssalamandra dagli occhiali, mentre tra i rettili si segnalano mwawwtestuggine palustre, mwaw0tartaruga caretta, mwaw4biacco, mwaw8cervone, mwaxabiscia dal collare, mwaxegeco di Kotschy e il mwaxidrago di Santo Janni, una lucertola mwaxmendemica dell'mwaxqIsola Santo Ianni, vicino la costa di mwaxuMaratea.cite-ref-basilicataparchi-67-1[67]

L'avifauna è rappresentata soprattutto dai rapaci, come l'mwaxsaquila reale, che nidifica sulle pareti dell'mwaxwAppennino meridionale. Altre specie sono mwax0gheppio, mwax4poiana, mwax8falco pecchiaiolo, mwayagrillaio, mwayeastore, mwayisparviero, mwaymnibbio reale e mwayqfalco pellegrino. Vi sono anche rari esemplari di mwayucicogna nera, presenti su Pollino e mwayyDolomiti lucane.cite-ref-basilicataparchi-67-2[67] In prossimità delle aree idriche si possono ammirare mwaysfolaga, mwaywgermano reale, mway0airone cenerino, mway4falco di palude, mway8cavaliere d'Italia, mwazacormorano e mwazegru. La mwaziriserva regionale Lago piccolo di Monticchio tutela la mwazmbramea, una specie di mwazqfarfalla notturna scoperta nel 1963 sul mwazumonte Vulture dall'entomologo mwazyFederico Hartig.

Società

Evoluzione demografica

La Basilicata è la penultima regione per densità demografica, superiore solo alla mwazoValle d'Aosta; e terzultima per numero di abitanti, prima di mwazsMolise e Valle d'Aosta. La regione soffre di uno spopolamento dovuto al fenomeno migratorio e al calo delle nascite, in parte compensato dall'immigrazione straniera.cite-ref-istat-it-69-0[69] Tra il 1951 e il 2019, si registra un sostanziale incremento della popolazione soltanto nelle quattro aree maggiormente sviluppate della regione (Materano, Metapontino, Potentino, Vulture). Il fenomeno è più accentuato a Matera e nel Metapontino, particolarmente nei comuni di mwa0aNova Siri, mwa0eScanzano Jonico e mwa0iPolicoro.cite-ref-istat-it-69-1[69]

Matera ha avuto un notevole incremento dovuto sia al cosiddetto mwa0gpolo del salotto, che ha dato origine a molte piccole imprese legate al campo degli arredamenti,cite-ref-70[70] sia alle attività sorte per il grande afflusso turistico generato dall'interesse per il centro storico cittadino diventato "mwa00patrimonio dell'umanità". A Potenza, dopo un boom demografico tra gli anni 1950 e i primi 2000, si attraversa una fase di stallo, mentre alcuni centri limitrofi (mwa04Tito e mwa08Pignola), e mwa1aMarsicovetere, in mwa1eVal d'Agri, hanno conosciuto una crescita sistematica.cite-ref-istat-it-69-2[69]

È in atto, invece, un forte spopolamento dei borghi nell'entroterra; alcuni centri della provincia di Matera che, tra gli anni 1960 e 1970 raggiungevano, in media, i 10.000 abitanti come mwa1cTricarico, mwa1gMontalbano Jonico, mwa1kIrsina e mwa1oStigliano hanno visto dimezzarsi la loro popolazione. Numerose partenze avvengono anche in diversi comuni montani del Potentino e della Val d'Agri (ad esempio mwa1sAnzi, mwa1wLaurenzana, mwa10Corleto Perticara, mwa14Montemurro), del Pollino (mwa18Latronico, mwa2aViggianello, mwa2eChiaromonte) e nei comuni colpiti maggiormente dal mwa2iterremoto dell'Irpinia del 1980 come mwa2mBalvano, mwa2qCastelgrande e mwa2uPescopagano. Al 2019, il bilancio demografico della regione, rispetto al censimento del 2011, mostra una diminuzione del -5,5 ‰ (pari a 24.782 unità),cite-ref-istat-it-69-3[69] un andamento che va peggiorando di anno in anno.

Città e comuni principali

Di seguito vengono riportati i principali comuni della regione per popolazione residentecite-ref-71[71]:

| # | Città | Popolazione (ab.) | Provincia | Altitudine ( m s.l.m. ) | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Potenza | 63 602 | PZ | 819 | 175,43 |
| 2 | Matera | 59 586 | MT | 401 | 392,09 |
| 3 | Policoro | 17 743 | MT | 25 | 67,66 |
| 4 | Melfi | 16 865 | PZ | 530 | 206,23 |
| 5 | Pisticci | 16 707 | MT | 364 | 233,67 |
| 6 | Lavello | 12 845 | PZ | 313 | 134,67 |
| 7 | Rionero in Vulture | 12 406 | PZ | 643 | 53,52 |
| 8 | Bernalda | 11 882 | MT | 127 | 126,19 |
| 9 | Lauria | 11 698 | PZ | 430 | 176,63 |
| 10 | Venosa | 10 582 | PZ | 415 | 170,39 |
| 11 | Avigliano | 10 410 | PZ | 867 | 85,48 |
| 12 | Montescaglioso | 9 210 | MT | 365 | 175,79 |

Emigrazione

I flussi migratori hanno fatto sì che la popolazione basilicatese crescesse soltanto del 13% tra il 1861 e il 2011, il tasso di crescita più basso a livello nazionale, escludendo il mwa-mMolise che ha persino registrato un regresso assoluto della popolazione residente nello stesso arco temporale.cite-ref-72[72] La Basilicata è ancora oggi una regione con un rilevante deficit di sviluppo, benché la sua economia sia cresciuta in maniera piuttosto significativa a partire dagli anni novanta, anche grazie alla scoperta del petrolio e all'apertura della mwa-gSATA di Melfi, tant'è che il suo Pil pro-capite è il secondo più alto del mwa-kMezzogiorno (al 2023).cite-ref-ec-europappa-10-1[10] Ma dopo un'interruzione negli anni novanta si è ripreso il fenomeno migratorio sia verso regioni più ricche, sia interna in cui si spopolano i centri più piccoli e si popolano i due capoluoghi e le città delle aree più sviluppate.

Immigrati e minoranze

Gli stranieri regolari sono mwbaa23 297 (mwbae11 839 maschi e mwbai11 261 femmine) pari al 4,22% della popolazione lucana. Le nazionalità con una maggior rappresentanza sonocite-ref-73[73]:

| Stato | Stranieri regolari | Sul totale degli immigrati | Sulla popolazione residente |
|---|---|---|---|
| Romania | 9 121 | 39,29 % | 1,62 % |
| Albania | 1 956 | 8,42 % | 0,35 % |
| Marocco | 1 746 | 7,52 % | 0,31 % |
| Nigeria | 1 071 | 4,61 % | 0,19 % |
| India | 1 022 | 4,40 % | 0,18 % |
| Altre | 8 301 | 35,75 % | 1,47 % |
| TOTALE | 23 217 | 100,00 % | 4,12 % |

Tra le altre le più rappresentative sono nell'ordine: mwbfeCina, mwbfiUcraina, mwbfmBulgaria, mwbfqTunisia, mwbfuPolonia, mwbfyGambia e mwbfcSenegal.

Lingue e dialetti

Dialetti lucani

I mwbfsdialetti lucani (o basilicatesi)cite-ref-74[74] non hanno un'uniformità linguistica e presentano accenti e fonemi che variano a seconda della zona. Generalmente, i vernacoli regionali sono suddivisi in quattro sottotipi (mwbgaappenninico-lucano, mwbgeapulo-lucano, mwbgimetapontino, mwbgmcalabro-lucano), tutti facenti capo al mwbgqgruppo meridionale intermedio. Nelle aree del potentino (Potenza, mwbguPicerno, mwbgyTito, mwbgcPignola, mwbggVaglio) e della mwbgkvalle del Noce (mwbgoTrecchina, mwbgsRivello, mwbgwNemoli) sono parlati dialetti di origine mwbg0galloitalica, influenzati da coloni provenienti dall’Italia nord-occidentale, che si stanziarono in Basilicata tra XII e XIII secolo.cite-ref-75[75]

Minoranze etno-linguistiche

In Basilicata è presente una consistente minoranza mwbhgetnica e mwbhklinguistica mwbhoalbanese detta mwbhsarbëreshë. I sei comuni facenti parte della comunità di cui la mwbhwRegione promuove la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, artistico, mwbh0linguistico, mwbh4religioso-liturgico e folkloristico sono tutti in mwbh8provincia di Potenza: mwbiaBarile (mwbieBarilli), mwbiiBrindisi Montagna, mwbimGinestra (mwbiqZhura), mwbiuMaschito (mwbiyMashqiti), mwbicSan Costantino Albanese (mwbigShën Kostandini), mwbikSan Paolo Albanese (mwbioShën Pali)cite-ref-76[76].

La comunità albanese ha nei secoli preservato, seppur in maniera diversa fra le genti di appartenenza, i connotati mwbjaetnici e culturali specifici degli arbëreshë e ancora oggi mantiene e difende la propria tipicità differenziandola da quella lucana. Un tratto caratteristico della cultura albanese in Basilicata è la lingua d'origine, l'mwbjearbërisht, che viene utilizzata dalla comunità intera anche per finalità differenti dal linguaggio colloquiale; infatti i cartelli, le insegne e gli scritti ufficiali degli enti municipali sono mwbjibilingui, quindi sia in mwbjmitaliano sia in mwbjqalbanese; in particolare per quest'ultima vige il riconoscimento da parte dello Stato italiano della condizione di co-ufficialità con la lingua nazionale.cite-ref-77[77]

Criminalità organizzata

Come accaduto nella vicina Puglia, gruppi criminali organizzati hanno iniziato a operare in regione negli anni 1970, determinando un rallentamento dell'economia regionalecite-ref-78[78]. Sono attivi in regione anche cartelli criminali indipendenti fra lorocite-ref-79[79] che agevolano le attività dei gruppi criminali provenienti dalle regioni limitrofe.cite-ref-80[80]

Dopo il 1980 però, quando in seguito al mwbkgcatastrofico terremoto furono investiti grandi capitali in Basilicata, le organizzazioni delle vicine mwbkkCampania e mwbkoCalabria cercarono di penetrare negli affari della regione. Nel 1994 venne fondata a Potenza la cosca dei mwbksmwbkwBasilischi, una mwbk0'Ndrina della mwbk4'Ndrangheta calabrese, che si installò in diverse zone della Basilicata, finché non fu sgominata con il maxi-arresto del 22 aprile 1999.cite-ref-81[81]

Da allora le piccole attività criminali organizzate che si trovano concentrate nel mwblqmaterano, nella zona del mwbluMetapontinocite-ref-82[82] con posizione centrale di mwbloPolicorocite-ref-83[83], mwbl8Val d'Agri e mwbmaMelfese (principalmente impegnate nel mwbmenarcotraffico, nell'mwbmiusura, ecc.) sono controllatecite-ref-84[84], secondo la procura nazionale antimafia, da alcune cosche locali che fanno capo alla 'Ndrangheta.cite-ref-85[85] Malgrado ciò, le province di Potenza e Matera figurano spesso in alte posizioni nelle classifiche inerenti alla sicurezza in Italia.cite-ref-86[86]cite-ref-87[87]cite-ref-88[88]

Anche se in misura minore rispetto ad altri emigranti meridionali, alcuni di origine lucana diedero un impulso non indifferente allo sviluppo della criminalità organizzata italo-americana, ad esempio Paolo Vaccarelli, noto come mwbngPaul Kelly e fondatore della mwbnkFive Points Gang; mwbnoJohnny Torrio, boss del mwbnsChicago Outfit e mentore di mwbnwAl Capone; mwbn0William Cutolo, sicario e sottocapo della mwbn4famiglia Colombo.

Religione

La mwboeregione ecclesiastica Basilicata è una delle sedici regioni ecclesiastiche in cui è suddiviso il territorio della mwboiChiesa cattolica in Italia. Il suo territorio corrisponde al territorio della regione amministrativa Basilicata.

Le mwboqparrocchie sono 270.
Le mwboydiocesi sono 6:

• mwbokArcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo (mwboo1634 km², 61 parrocchie)
• mwbowArcidiocesi di Acerenza (mwbo01250 km², 21 parrocchie)
• mwbo8Arcidiocesi di Matera-Irsina (mwbpa2020 km², 52 parrocchie)
• mwbpiDiocesi di Melfi-Rapolla-Venosa (mwbpm1316 km², 32 parrocchie)
• mwbpuDiocesi di Tricarico (mwbpy1237 km², 32 parrocchie)
• mwbpgDiocesi di Tursi-Lagonegro (mwbpk2509 km², 72 parrocchie)

Nella prima metà del novecento, è stato istituito in Basilicata l'unico seminario regionale in Italia, con la qualifica di "minore": il mwbpsPontificio seminario regionale minore di Basilicata, con sede a Potenza.

Tradizioni e folclore

Le tradizioni regionali sono perlopiù legate al culto cristiano e pagano. Il mwbqmcarnevale è celebrato in tutta la regione, tra i più antichi e noti vi sono quelli di mwbqqSatriano di Lucania e mwbquTricarico e quello di mwbqyAliano con le sue maschere "cornute".cite-ref-89[89] Diffusi anche i riti arborei, dei quali il più noto è il mwbqsMaggio di Accettura, di probabili origini longobarde,cite-ref-90[90] in cui si attribuisce agli alberi il potere di generare, soprattutto per propiziare una buona annata agricola. Simili celebrazioni si tengono in altri comuni sulle Dolomiti Lucane, nel Materano e nell'area del Pollino.

Tra le tradizioni cristiane vi è la festa della mwbreMadonna della Bruna di Matera, che si celebra il 2 luglio, le cui origini risalgono al 1389 ad opera di mwbripapa Urbano VI, già arcivescovo della città.cite-ref-91[91] Nella città si celebra il mwbrcpresepe vivente sin dagli anni settanta, considerato il più grande al mondo.cite-ref-92[92]cite-ref-93[93] Nei comuni del Vulture viene commemorata, nel periodo pasquale, la mwbsavia Crucis, introdotta dagli albanesi a mwbseBarile nel XVII secolo, in cui i personaggi e le vicende delle sacre scritture si fondono con la cultura e i costumi arbëreshë. Il rito si è poi diffuso nei comuni contigui (mwbsiAtella, Rionero, Melfi, mwbsmRapolla, mwbsqRipacandida, Maschito, Venosa).cite-ref-94[94]

A Maratea si celebra la mwbs8festa della traslazione delle reliquie di San Biagio, istituita nel 1695, mentre a Viggiano viene onorata la mwbtaMadonna Nera, le cui celebrazioni si tengono due volte l'anno, la prima domenica di maggio e la prima domenica di settembre.

Di carattere storico sono la mwbtcPentecoste di Melfi, rievocazione dell'mwbtgassedio della città compiuto dalle truppe francesi guidate da mwbtkOdet de Foix e mwbtoPedro Navarro coadiuvate dai mercenari delle mwbtsBande Nere nel 1528, e la Congiura dei Baroni di Miglionico, dedicata all'mwbtwomonimo evento che si tenne nel mwbt0castello locale.cite-ref-95[95] Tra storia e leggenda è la mwbuiparata dei Turchi di Potenza, la quale simboleggia quella che fu, secondo i racconti popolari, la vittoria della resistenza potentina contro l'invasore turco grazie ad un miracolo di mwbumsan Gerardo Della Porta, patrono della città.

Antiche credenze legate alle pratiche magiche hanno fortemente caratterizzato il folclore lucano, attirando gli studi dell'antropologo mwbuuErnesto de Martino. In voga all'epoca erano i riti eseguiti da fattucchiere (dette "mwbuymasciare"), guaritori e indovini, tra cui quelli per liberare uno sventurato dalla "fascinazione" (in dialetto: fascinatura o affascino), definita dal de Martino come «una condizione psichica di impedimento e di inibizione, e al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l’autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta».cite-ref-96[96]

Alcune leggende molto note in Basilicata riguardano mwbuwColobraro (detto, scaramanticamente, "quel paese"),cite-ref-97[97] in cui, secondo la convinzione dell'epoca, avvennero una serie di episodi sinistri. Similmente alle regioni limitrofe, è diffuso il mito di una creatura, in Basilicata nota, in forma italianizzata, come mwbvemwbvimonachicchio, un folletto che assume differenti connotati fisici e una natura che varia da dispettoso e bonario a perfido e subdolo, del quale esiste anche una variante femminile meno nota detta mwbvmmonachella (o mwbvqmonachedd in dialetto), particolarmente diffusa nel Metapontino.cite-ref-98[98]

Politica

Suddivisione amministrativa

Tanto nel mwbv0Regno di Napoli che in mwbv4quello delle Due Sicilie la Basilicata costituì sempre una semplice mwbv8provincia, con vari capoluoghi a seconda delle epoche; a partire dal 1663 il capoluogo fu per più di un secolo Matera, poi, con la legge emanata da mwbwaGiuseppe Bonaparte l'8 agosto 1806, si decise di spostare la sede a Potenzacite-ref-99[99].

Con identica configurazione la Basilicata entrò nel mwbwyRegno d'Italia. Con la legge n. 1 del 1927 la creazione della mwbwcprovincia di Matera spezzò la secolare unità, ricomposta al momento della progettazione delle regioni.

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della vigente mwbwkCostituzione, la Basilicata è una mwbworegione ad autonomia ordinaria della mwbwsRepubblica Italiana, ma solo con la mwbwwlegge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.

La regione Basilicata è quindi divisa in due province:

| Stemma | Provincia | Mappa | Comuni | Abitanti (31-12-2021) | Superficie (km²) | Sito istituzionale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| | Provincia di Matera | | 31 | 191 663 | 3 478,89 | Matera |
| | Provincia di Potenza | | 100 | 348 336 | 6 594,44 | Potenza |
| | Basilicata | | 131 | 539 999 | 10 073,32 | Basilicata Archiviato il 5 marzo 2010 in Internet Archive . |

Economia

La Basilicata, svantaggiata dalla propria costituzione morfologica, emarginata per lungo tempo dagli investimenti e ancora largamente sprovvista di importanti vie di comunicazione, è una regione che vive una situazione di evidente penalizzazione in termini competitivi e di crescita, nonostante sia ricca di risorse naturali. Tuttavia, l'economia regionale ha visto un certo miglioramento dagli anni 1990. Secondo i dati raccolti dall'mwbbyEurostat al 2023, la Basilicata è in 18ª posizione tra le regioni italiane per prodotto interno lordo (15 287 €)cite-ref-ec-europa-eu-9-1[9] ma figura al 14º posto (2° nell'ambito del Mezzogiorno) in termini di pil procapite, con un reddito pari a 28 600 €.cite-ref-ec-europappa-10-2[10] Il tasso di disoccupazione si attesta al 7,5%, il 13° più basso a livello nazionale e il più basso del Mezzogiorno.cite-ref-100[100] Meno incoraggiante è l'occupazione compresa tra 15 e 64 anni, in cui la regione si colloca al 16º posto (4° nell'Italia meridionale e insulare), con una percentuale del 54,9%.cite-ref-101[101]

Agricoltura

Il settore agricolo costituisce ancora un caposaldo dell'economia regionale. La produzione di colture di pregio è relegata solo in alcuni territori regionali a causa dei condizionamenti esercitati dalla montuosità del territorio, dalla sua scarsa fertilità e dall'irregolarità delle precipitazioni. La riforma fondiaria, cominciata a partire dagli anni 1950, assieme all'assegnazione di migliaia di case sparse e di terre ai braccianti, alle bonifiche e alle irrigazioni di vasti comprensori (grazie anche allo sbarramento del mwbc8Bradano e di altri fiumi), dopo che era già avvenuto lo smembramento dei grandi latifondi appartenenti all'antica nobiltà feudale o alle grandi organizzazioni ecclesiastiche con l'mwbdaabolizione della feudalità, ha contribuito allo sviluppo dell'agricoltura.

La loro localizzazione ha quindi determinato aree piuttosto differenziate per caratteristiche produttive: privilegiate risultano le mwbdkvalli dell'Agri, nel suo medio corso, e dell'mwbdoOfanto, oltre alla piana di Metaponto, dove talvolta sono ancora visibili i resti delle antiche masserie amministrate in passato dalle famiglie borghesi. Strutture che, raggiunto il più alto livello produttivo tra Settecento e Ottocento e assicurata l’occupazione più o meno grande di salariati, furono poi progressivamente ampliate e ristrutturate fino ad assumere, dove l'agricoltura fu più fiorente, la dignità di villa o casino di campagna.

La produzione cerealicola è maggiormente sviluppata nelle zone interne del materano. Le colture più estese sono quelle del frumento, seguito da altri cereali (mwbdwgranturco, mwbd0orzo e mwbd4avena) e patate; abbastanza diffusi sono la vite (soprattutto uva da vino), l'olivo, presente nelle aree collinari, e gli agrumi, nelle piane ioniche; un certo incremento hanno registrato alcune colture industriali, in particolare la barbabietola da zucchero e il tabacco, e quelle ortofrutticole. Sulle colline a ridosso del mwbd8Metapontino invece c'è una fiorente coltivazione di mwbeavigneti, mentre nella piana sono molto sviluppate le piantagioni di alberi da frutto: mwbeefragole, mwbeisusine, mwbempesche, mwbeqpere, mwbeukiwi, mwbeyagrumeti.

Tra i prodotti ortofrutticoli si distinguono mwbegpeperone di Senise, mwbekfagiolo di Sarconi, mwbeomelanzana rossa di mwbesRotonda, fragola Candonga del Metapontino, mwbewpomodoro Ciettaicale di Tolve, pistacchi di mwbe0Stigliano,cite-ref-102[102] l'arancia Staccia di mwbfiTursi e mwbfmMontalbano Jonicocite-ref-103[103] e le castagne del mwbfgVulture come il marroncino di Melfi.cite-ref-104[104] Si producono anche mwbf0oli di oliva extravergini tra i quali mwbf4l'olio del Vulture e quello ottenuto dall'mwbf8oliva majatica di mwbgaFerrandina. Il vino basilicatese più rappresentativo è l'mwbgeAglianico del Vulture;cite-ref-105[105]cite-ref-106[106] tra gli altri mwbgoTerre dell'Alta Val d'Agri, mwbgsMatera e mwbgwGrottino di Roccanova.

Allevamento e pesca

L'allevamento è suddiviso per zone, infatti nella zona del materano abbiamo quello di ovini, suini, caprini mentre quello dei bovini è per lo più praticato nelle zone montuose del potentino e nei grandi pascoli del melfese. Dati i limitati sbocchi sul mare, la pesca non costituisce una rilevante attività produttiva.

Energia

La regione è ricca di mwbhyidrocarburi, particolarmente mwbhcmetano (nella mwbhgValle del Basento) e mwbhkpetrolio, in mwbhoVal d'Agri, dove è situato il più grande mwbhsgiacimento dell'Europa continentale.cite-ref-107[107]cite-ref-108[108]cite-ref-chimicaindustria-109-0[109] Le risorse lucane, gestite da mwbigEni e mwbikShell in Val d'Agri e mwbioTotal, mwbisMitsui e Shell nella Valle del Sauro, contribuiscono per oltre l’80% alla produzione nazionale di idrocarburi.cite-ref-110[110] Il primo trattamento viene effettuato nel Centro Olio Val d’Agri (COVA) di mwbjaViggiano e nel Centro Olio Tempa Rossa di mwbjeCorleto Perticara; altri centri minori sono il Centro Olio di mwbjiPisticci e le mwbjmcentrali a gas di Pisticci e mwbjqFerrandina;cite-ref-111[111] il greggio viene, in seguito, trasportato tramite oleodotto alla raffineria Eni di mwbjkTaranto mentre il metano è immesso nella rete di distribuzione nazionale mwbjoSnam Rete Gas.

Nonostante lo sfruttamento delle materie prime abbia contribuito alla crescita del mwbjwPIL regionale e portato disponibilità finanziarie dovute alle mwbj0royalties,cite-ref-112[112] esso ha sollevato polemiche da parte di associazioni agricole e ambientaliste, che accusano l'assenza di un reale beneficio economico e una forte contaminazione ambientale,cite-ref-113[113]cite-ref-114[114] rappresentando un pericolo per l'ecosistemacite-ref-europa-115-0[115] e la produzione agricola locale (ad esempio il miele),cite-ref-chimicaindustria-109-1[109] nonché per la salute dei cittadini che, secondo i critici, avrebbe subito un aumento di malattie e mortalità.cite-ref-116[116]

La Basilicata possiede il più grande bacino idrico d'Italia, che costituisce oltre il 30% delle risorse nazionali.cite-ref-117[117] Il settore idrico lucano contribuisce anche al fabbisogno della mwblsPuglia (destinandone il 65% prevalentemente per uso potabile),cite-ref-118[118] di mwbmaCampania e mwbmeCalabria.cite-ref-europa-115-1[115]cite-ref-119[119]cite-ref-120[120] Le dighe di mwbm4Monte Cotugno e mwbm8Pertusillo sono i maggiori fornitori dell'mwbnaacquedotto pugliese.cite-ref-121[121]

Industria

L'industria della regione è, prevalentemente, basata sulle attività di piccole e medie imprese. La grande industria regionale è maggiormente concentrata nel Vulture. mwbnwSan Nicola di Melfi ospita uno mwbn0stabilimento automobilistico della multinazionale mwbn4Stellantis, in passato del gruppo mwbn8FIAT, inaugurato nel 1993 e considerato uno degli impianti mwboaautomotive più moderni al mondo,cite-ref-lagazzettadelmezzogiorno-122-0[122]cite-ref-123[123] che offre circa 7.300 posti di lavoro (2019).cite-ref-lagazzettadelmezzogiorno-122-1[122] La frazione è anche sede di uno stabilimento del gruppo mwbo0Barilla, sorto nel 1987, con 355 dipendenti (2017).cite-ref-124[124] Nella Valle di Vitalba, mwbpiAtella, sono attive diverse piccole e medie imprese, tra cui la Costruzioni Motori Diesel (CMD), specializzata in prodotti destinati ai settori automobilistico e nautico.cite-ref-125[125] L'area ospitava anche uno stabilimento mwbpcParmalat, in seguito rilevato dalla mwbpgVicenzi per la produzione a marchio "Mister Day", che ha cessato l'attività nel 2018.cite-ref-126[126]

Una certa importanza è anche rivestita dalla zona industriale di mwbp4Balvano, in cui risiede uno stabilimento della mwbp8Ferrero, nato nel 1987, che contribuì a risollevare le condizioni economiche del paese dopo il terremoto del 1980.cite-ref-127[127] Uno dei principali export della regione è rappresentato dalle acque minerali, con una produzione stimata di un miliardo di bottiglie l'anno.cite-ref-128[128] Nella frazione mwbqgMonticchio Bagni operano aziende come mwbqkFonti del Vulture e mwbqoGaudianello (controllate, rispettivamente, da mwbqsCoca-Cola e mwbqwNorda), ai vertici in Italia nel comparto delle effervescenti naturali e con una forte presenza nel Meridione, soprattutto Puglia e Campania.cite-ref-129[129] Non meno rilevanti nel settore sono Cutolo Rionero, con sede ad Atella, e Fonti del Pollino di mwbreViggianello, entrambe parte del gruppo mwbriSan Benedetto.cite-ref-130[130]

A Matera è presente l'industria ferroviaria mwbrgFerrosud, diverse aziende alimentari come la mwbrkDi Leo e uno stabilimento del gruppo di arredamenti mwbroNatuzzi; nell'area industriale di mwbrsTito Scalo vi sono aziende operanti nei settori metalmeccanico e geotecnico mentre nella mwbrwValle del Basento sono presenti impianti di produzione tessile. Nel Metapontino, infine, vi è una presenza di aziende agricole con produzione industriale soprattutto di fragole e alberi da frutto.

Artigianato

In Basilicata, la tradizione artigianale è ancora molto presente. La lavorazione del legno è tra le più comuni e antiche, presente sin dall’epoca pre-romana, grazie alla fitta presenza di foreste e boschicite-ref-131[131] e, in tutta la regione, si possono trovare diverse creazioni: mobili di pregio, suppellettili, strumenti musicali, oggetti domestici e a uso gastronomico. L'argilla, materiale di cui la regione è ricca,cite-ref-aptbasilicata-132-0[132] è utilizzata per la produzione di maioliche, porcellane e ceramiche, in particolare nel Vulture (mwbteVenosa, mwbtiMelfi, Rionero), in Val Camastra (mwbtmCalvello) e nel Materano (mwbtqGrottole, mwbtuPolicoro, mwbtyMatera).

Radicata è anche la lavorazione di cartapesta e tufo, soprattutto a Matera, per la creazione di sculture e oggetti d'arredamento. Paglia e vimini vengono adoperati per realizzare ceste, panieri, canestri in giunco e borse; tale tradizione è, perlopiù, diffusa a Maratea, ma anche in altri comuni come mwbtgFrancavilla in Sinni, mwbtkAccettura, mwbtoRuoti, mwbtsAvigliano e Venosa. Il ricamo e il merletto sono attività ancora praticate in tutta la regione; mwbtwLatronico è nota per una particolare tecnica detta "mwbt0puntino ad ago", molto laboriosa e unica in Italia.cite-ref-133[133] Diffusa è anche la lavorazione di metalli e leghe come ferro, rame, ottone e latta per la fabbricazione di attrezzi per il camino, ringhiere, cancellate, campanacci per le mucche e utensili da cucina.cite-ref-aptbasilicata-132-1[132] Tra val d'Agri e alta collina materana avviene la lavorazione della pietra di mwbuyGorgoglione, che trova molteplici utilizzi nel campo di arredamenti, pavimentazioni e rivestimenti.cite-ref-134[134]cite-ref-135[135]

Tra i prodotti più distintivi dell'artigianato basilicatese vi sono l'mwbvuarpa di Viggiano (localmente detta mwbvyarpicedda), strumento iconico dei musicisti ambulanti lucani dei secoli trascorsi; il presepe in cartapesta e il cucù di Matera, un fischietto di argilla a forma di gallo; e l'orologio da torre di Lagonegro, unica realtà del genere nel centro-sud Italia.cite-ref-136[136] Anche se quasi scomparsa, è ancora attiva la produzione della mwbvsbalestra di Avigliano, antico coltello considerato un oggetto di pregio per i collezionisti.cite-ref-137[137]

Turismo

Il mwbwwturismo è basato su tre categorie:

• Storico-culturale per quanto riguarda le città della mwbw8Magna Grecia (mwbxaMetaponto, mwbxePolicoro, mwbxiNova Siri), le città d'epoca romana (mwbxmVenosa, mwbxqGrumentum), le città medioevali (mwbxuMelfi, mwbxyMiglionico, mwbxcTricarico, mwbxgValsinni), le mwbxkcittà fantasma (mwbxoCraco, mwbxsCampomaggiore) e i mwbxwSassi di Matera, testimonianza di civiltà preistoriche, rupestri e contadine.
• Balneare per quanto riguarda le due coste lucane, quella tirrenica di mwbx4Maratea (unico sbocco regionale su tale mare) e quella mwbx8ionica (mwbyaMetaponto, Pisticci, mwbyeScanzano Jonico, Policoro, mwbyiRotondella, mwbymNova Siri).
• Montano-escursionistico (mwbyuparco nazionale del Pollino, il mwbyyparco nazionale Val d'Agri, le mwbycDolomiti lucane, i mwbyglaghi di Monticchio e altre zone dell'mwbykAppennino lucano)cite-ref-138[138] e sciistico (comprensori del mwby4Monte Sirino e mwby8Sellata-Arioso, Volturino e Viggiano).

Grazie ad un lieve miglioramento di accessibilità, soprattutto dai versanti tirrenico (con il mwbzeraccordo autostradale Sicignano-Potenza) e ionico (con il potenziamento della mwbziSS 106 jonica, da cui si dipartono le arterie di penetrazione lungo i fondovalle del mwbzmBradano, del mwbzqBasento e dell'mwbzuAgri), la Basilicata ha registrato un costante aumento di arrivi a partire dagli anni 2000.cite-ref-139[139]cite-ref-140[140] Tuttavia, la regione presenta, ancora, un movimento turistico debole: con circa 700mwbz4 000 arrivi e poco più di 2 000 000 di presenze all'anno, con una permanenza media di quasi 3 giorni e legata, in massima parte, a Matera e alle località balneari.cite-ref-141[141]

Al 2022, la Basilicata è la penultima regione per numero di pernottamenti, prima solo al mwb0qMolise.cite-ref-142[142]

Infrastrutture e trasporti

Il territorio montuoso ha sempre reso difficili le comunicazioni nella regione; inoltre mancano gli mwb0saeroporti, ad eccezione di un'mwb0waviosuperficie a Pisticci.

Oltre all'mwb04autostrada A2 e al mwb08raccordo autostradale 5, la regione dispone di altre significative arterie, come la mwb1aS.S. 106 Jonica (strada a scorrimento veloce classificata extraurbana principale), la mwb1eS.S. 407 Basentana (strada extraurbana secondaria a due corsie per senso di marcia) la mwb1iS.S. 658 Potenza - Melfi (e altre che seguono il corso dei principali fiumi lucani, la mwb1mS.S. 655 Bradanica (Foggia - Matera) la S.S. mwb1q598 Fondovalle dell'Agri e la S.S. 653 Fondavalle del Sinni (mwb1uPolicoro - mwb1yLauria). Altre strade di collegamento sono strade provinciali o ex strade statali.

I collegamenti ferroviari sono svolti da mwb1gTrenitalia e mwb1kFerrovie Appulo Lucane che operano nei collegamenti sia entro i confini regionali, sia in quelli da e verso le regioni mwb1oPuglia, mwb1sCampania e mwb1wCalabria.

Nella regione sono presenti le seguenti linee ferroviarie:


È in corso di realizzazione mwb3ilinea Ferrandina-Matera, mentre la mwb3mferrovia Sicignano degli Alburni-Lagonegro è sospesa dall'esercizio fin dal 1987.

Porti

Le uniche strutture portuali presenti in regione sono porti turistici dedicati alla nautica da diporto:

• mwb3wPorto turistico di Maratea (550 posti barcacite-ref-143[143])
• mwb4iPorto turistico di mwb4mPisticci (450 posti barcacite-ref-144[144])
• mwb4kPorto turistico di mwb4oPolicoro (500 posti barcacite-ref-145[145])

Strade

• mwb5mAutostrada A2 Salerno- Reggio Calabria (dall'uscita di mwb5qLagonegro-mwb5uMaratea Nord all'uscita di mwb5yLauria Sud)
• mwb5gRaccordo autostradale 5 (dall'uscita di mwb5kSicignano degli Alburni all'uscita di mwb5oPotenza Est)
• mwb5wStrada statale 106 Jonica (dall'uscita di Tavole Palatine - mwb50Metaponto a mwb54Nova Siri Sud)
• mwb6aStrada statale 407 Basentana (strada extraurbana secondaria a due corsie per senso di marcia)
• mwb6qS.S. 655 Bradanica (Foggia - Matera)
• mwb6gS.S. 653 della Valle del Sinni (Policoro - Lauria)

Trasporto aereo

• mwb6wAviosuperficie "Enrico Mattei" a mwb60Pisticci Scalocite-ref-146[146] (frazione di mwb7iPisticci)

Cultura

Istruzione

L'mwb7oUniversità degli Studi della Basilicata, fondata nel 1982, è l'unico istituto universitario statale della regione; ha sede principale a Potenza e una sede distaccata a Matera. La regione ospita due conservatori: il mwb7sConservatorio Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza e il mwb7wConservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera. A Matera è ubicata la seconda sede dell'mwb70Istituto centrale per il restauro (ICR), inaugurata nel 2017. Dal 1997 Melfi è sede dell'mwb74università popolare "Francesco Saverio Nitti", federata alla Unione Nazionale Italiana Educazione Degli Adulti (UNIEDA).cite-ref-147[147]

Ricerca

L'mwb8kIRCCS Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB) di Rionero è riconosciuto a livello nazionale nella specializzazione mwb8ooncologica con decreto ministeriale del 10 marzo 2008 e costituisce il terzo polo oncologico a carattere scientifico del Mezzogiorno, assieme all'mwb8sIRCCS Giovanni Pascale di Napoli e all'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di mwb8wBari.cite-ref-148[148] Dal 1994 è attivo il mwb9eCentro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo di Matera, parte del gruppo mwb9iTelespazio, che opera nel campo del mwb9mtelerilevamento. In regione vi sono due osservatori astronomici: l'mwb9qOsservatorio astronomico di Castelgrande, che possiede il secondo telescopio più grande d'Italia,cite-ref-149[149] e il mwb9kPlanetario Osservatorio astronomico di Anzi.

Viggiano accoglie una delle tre sedi della mwb9sFondazione Eni Enrico Mattei, specializzata nello mwb9wsviluppo sostenibile, assieme a mwb90Milano e mwb94Venezia.cite-ref-150[150] A mwb-mRotondella è presente il centro ricerche Trisaia dell'mwb-qENEA, sede tra le altre cose dell'mwb-uimpianto ITREC (oggi di proprietà della mwb-ySOGIN). Dal 1991 la zona industriale di mwb-cTito Scalo è sede di un'area di ricerca del mwb-gCNR, composta dall'Istituto di Metodologie di Analisi Ambientale, l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale e l'Istituto di Struttura della Materia.

Editoria

In regione sono pubblicati alcuni quotidiani, i principali sono: mwb-sil Quotidiano del Sud, la Nuova del Sud, mwb-wla Gazzetta del Mezzogiorno (Edizione Basilicata) e il Giornale di Basilicata. Le emittenti televisive principali sono mwb-0Trm di Matera, Telecento e la Nuova TV di Potenza.

Matera capitale europea della cultura 2019

Candidata nel 2008, Matera è stata designata il 17 ottobre 2014 mwb-ecapitale europea della cultura per l'anno 2019, insieme alla città bulgara di mwb-iPlovdiv. È stata la quarta città italiana (dopo mwb-mBologna, mwb-qFirenze e mwb-uGenova), prima del mwb-yMezzogiorno, a ricevere questo riconoscimento.cite-ref-151[151]

Arte

Preistoria e antichità

Prime testimonianze artistiche, databili tra fine mwcakPaleolitico e mwcaoMesolitico, sono rintracciabili nelle pitture rupestri del complesso detto mwcasTuppo dei sassi, nei boschi di mwcawLagopesole, scoperto nel 1965 e considerato la più antica traccia artistica dell’uomo in Basilicata.cite-ref-152[152] Testimonianze di epoca preistorica provenienti dall'area della Murgia materana sono custodite nel mwcbemuseo archeologico nazionale Domenico Ridola di Matera.

Il materiale ceramico rivela una grande tradizione nella lavorazione dell'argilla, in gran parte rinvenuto nei siti di mwcbmSerra d'Alto e mwcbqMetaponto, in cui operò il mwcbuPittore di Pisticci, pioniere della mwcbyceramica lucana, la più antica fabbrica di ceramografia mwcbcitaliota;cite-ref-153[153] e altri come mwcbwPittore di Amico e Pittore di Policoro. Della cultura greca a Metaponto rimangono anche i resti di un tempio dedicato a mwcb4Hera, noto come mwcb8Tavole Palatine e detto anche "Scuola di mwccaPitagora" in onore del filosofo che insegnò e visse l'ultima fase della sua vita nell'attuale frazione di mwcceBernalda. Nel territorio di mwcciArmento furono rinvenuti reperti orafi e scultorei quali la mwccmcorona di Kritonios, il Satiro in ginocchio e il cavaliere di Armento, i primi due oggi esposti alle mwccqStaatliche Antikensammlungen di mwccuMonaco di Baviera,cite-ref-154[154] il terzo al mwccoBritish Museum di mwccsLondra.cite-ref-155[155]

Testimonianza di epoca romana è il cosiddetto mwcdesarcofago di Melfi (detto anche di mwcdiRapolla, luogo in cui fu rinvenuto), proveniente dall'mwcdmAsia Minore e oggi preservato nel mwcdqmuseo archeologico nazionale del Melfese. Le mwcducatacombe ebraiche di Venosa costituiscono un importante lascito di civiltà ebraica in Italia meridionale.

Medioevo

Nuovi impulsi artistici si ebbero con l'arrivo dei mwcd0monaci basiliani, in particolare nel Materano dove lasciarono un'alta concentrazione di mwcd4chiese rupestri (155 a oggi accertate), considerate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO,cite-ref-profilo-artistico-156-0[156] ma anche nel Pollino, nelle valli dell'mwcemAgri e del mwceqSinni; seguiti dai mwceubenedettini che fecero erigere monumenti come le abbazie dedicate a San Michele Arcangelo di mwceyMonticchio e mwcecMontescaglioso, e l'mwcegabbazia incompiuta di Venosa.

Nel periodo normanno e svevo sorsero numerose fortificazioni e ampliamenti di strutture longobarde e bizantine preesistenti, molti dei quali oggi sono ridotti in rovine. Tra le strutture di origine normanno-sveva meglio conservate vi sono i castelli di mwcfaMelfi, mwcfeLagopesole, mwcfiMiglionico (più noto come mwcfmCastello del Malconsiglio per le vicende legate alla mwcfqcongiura dei baroni), mwcfuValsinni e mwcfyPalazzo San Gervasio. Esempi di mwcfcarte romanica sono le cattedrali di mwcfgAcerenza, mwcfkMelfi, mwcfoRapolla e mwcfsMatera; la mwcfwchiesa di San Michele di Potenza, il mwcf0santuario di Santa Maria Regina di Anglona di Tursi e la mwcf4badia di Santa Maria di Pierno.

Il mwcgacomplesso della Santissima Trinità di Venosa presenta tracce di origine romana, mwcgepaleocristiana, mwcgilongobarda e romanica, e custodisce il sacrario degli mwcgmAltavilla, in cui furono sepolti mwcgqRoberto il Guiscardo e i suoi fratelli.cite-ref-157[157] Appartengono all'mwcgkepoca angioina gli affreschi della Trinità di Venosa e delle chiese rupestri di Santa Maria della Valle di Matera, Sant'Antuono di mwcgoOppido Lucano, Santa Lucia di Rapolla e di mwcgsSanta Margherita di Melfi, in quest'ultima vi è raffigurata una delle interpretazioni medievali dell'mwcgwincontro dei tre vivi e dei tre morti.cite-ref-158[158]

Età moderna

Con l'insediamento aragonese, sorsero i castelli di mwchkVenosa, mwchoBernalda e il mwchscastello Tramontano di Matera, rimasto incompiuto dopo l'assassinio del suo feudatario mwchwGiovan Carlo Tramontano, e il mwch0palazzo Loffredo di Potenza, oggi sede del mwch4museo archeologico nazionale della Basilicata. Prime testimonianze rinascimentali in Basilicata sono il presepe in pietra di mwch8Altobello Persio e la cappella dell'Annunziata realizzata dal figlio Giulio, entrambi nella cattedrale di Matera; nonché il mwciapolittico di Miglionico realizzato da mwcieCima da Coneglianocite-ref-profilo-artistico-156-1[156], il polittico di mwciyGiovanni Bellini custodito nella chiesa di Santa Maria della Platea a mwcicGenzano di Lucania e la statua di Sant'Eufemia, di incerta attribuzione al mwcigMantegna o a mwcikPietro Lombardo, nella mwcioconcattedrale di Santa Maria Assunta di mwcisIrsina.

Agli inizi del cinquecento, i pittori toscani Bartolomeo da mwci0Pistoia e mwci4Simone da Firenze operarono in Basilicata: il primo fu autore di affreschi nel mwci8santuario di San Donato a mwcjaRipacandida e nella chiesa matrice di San Giovanni Battista a mwcjeCalciano, il secondo realizzò numerose opere, in particolare una raffigurazione dell'mwcjiadorazione dei Magi nella mwcjmconcattedrale di Sant'Andrea di Venosa (della quale è rimasta un frammento) e un polittico nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a mwcjqSenise, assieme ad altre disseminate tra mwcjuStigliano, mwcjySan Chirico Raparo e mwcjcSalandra.

La pittura locale, di mwcjkscuola napoletana, ebbe come esponenti mwcjoGiovanni de Gregorio detto "Il Pietrafesa", mwcjsCarlo Sellitto, mwcjwPietro Antonio Ferro e mwcj0Giovanni Todisco. Da Napoli giunsero alcuni mwcj4pittori fiamminghi che lasciarono non poche opere in terra lucana, alcuni nomi sono mwcj8Dirk Hendricksz, mwckaGuglielmo Borremans, mwckeAert Mytens, Cristiano Danona e mwckmCornelis Smet.cite-ref-159[159]

Dal Barocco all'età contemporanea

All'epoca mwck8barocca risalgono il mwclapalazzo Lanfranchi e il mwclepalazzo del Sedile di Matera, oggi sede del mwcliconservatorio. Il mwclmpalazzo vescovile di Melfi, benché di origini normanne, subì radicali mutazioni a causa dei terremoti, fino ad assumere un impianto prettamente barocco. Nel XIX secolo si distinsero i pittori mwclqGiacomo Di Chirico, mwcluVincenzo Marinelli, mwclyMichele Tedesco e lo scultore mwclcAntonio Busciolano.

A mwclkPalazzo San Gervasio, mwcloCamillo D'Errico, ricco possidente con la passione dell'arte, acquistò quadri di scuola napoletana e europea arrivando, con il passare del tempo, a formare una grande pinacoteca. Con oltre trecento dipinti, circa cinquecento stampe e seimila volumi, quella del D'Errico è la più grande collezione privata del Mezzogiorno.cite-ref-160[160] Ad oggi, le opere sono esposte tra la pinacoteca D'Errico di Palazzo San Gervasio e il mwcl8Museo d'arte medievale e moderna di Matera.

Tra gli artisti contemporanei sono da citare i pittori mwcmeJoseph Stella, mwcmiLuigi Guerricchio, mwcmmMauro Masi, mwcmqAntonio Masini, mwcmuMaria Padula, e gli scultori mwcmyBeniamino Bufano, mwcmcMarino di Teana e mwcmgEugenio Santoro. mwcmkCarlo Levi, mwcmoKengiro Azuma, mwcmsJosé Ortega lasciarono importanti opere in Basilicata, oggi custodite a Matera. È di mwcmwBruno Innocenti il mwcm0Cristo di Maratea, una delle statue dedicate al Redentore più grandi d'Europa e la mwcm4seconda statua più alta d'Italia.cite-ref-161[161]

L'artista rumeno Constantin Udroiu, esule sotto il regime di mwcnqCeaușescu ed esponente dell'mwcnuarte bizantina contemporanea, realizzò opere pittoriche in diverse località della regione: mwcnyAccettura, Matera, mwcncMontescaglioso, Potenza, Melfi, mwcngGenzano di Lucania, Bernalda, Metaponto, mwcnkMontalbano Jonico e Ferrandina.cite-ref-162[162] Negli anni ottanta nacque il fenomeno dei mwcn4murales di Satriano di Lucania, che ha fregiato il comune del titolo di "borgo più dipinto d'Italia".cite-ref-163[163]cite-ref-164[164] Altri murales possono essere ammirati nei comuni vicini di mwcocSant'Angelo Le Fratte e mwcogSavoia di Lucania.cite-ref-165[165]

Letteratura

In epoca romana, la colonia di Venosa diede i natali a mwcpuQuinto Orazio Flacco, semplicemente noto come Orazio, uno dei maggiori poeti latini, dalle cui opere sono tratte citazioni in uso ancora oggi come mwcpymwcpcCarpe diem, mwcpgmwcpkAurea mediocritas, mwcpomwcpsNunc est bibendum e mwcpwmwcp0In medias res. Orazio, che visse la fanciullezza nel Vulture, decantava nelle sue odi la natia Venosa e altri luoghi che frequentava nella prima fase della sua vita come mwcp4Acerenza, mwcp8Forenza e mwcqaBanzi.cite-ref-166[166]

Sotto il dominio svevo, la Basilicata conobbe uno sviluppo letterario, in particolare nel Vulture, attraverso figure come mwcqyRiccardo da Venosa ed mwcqcEustachio da Matera. Per secoli ignorata, mwcqgmwcqkPaolino e Polla di Riccardo da Venosa, fu riscoperta a metà dell'Ottocento e, in tempi moderni, è stata oggetto di studio per la sua particolare vena ironica.

Il mwcqsRinascimento basilicatese vide Venosa come principale centro culturale, favorita dall'eredità di Orazio e dal mecenatismo dei mwcqwGesualdo e mwcq0Del Balzo; con la nascita dell'Accademia mwcq4dei Piacevoli e mwcq8dei Soavi e l'Accademia mwcradei Rinascenti, quest'ultima fondata da Emanuele Gesualdo, figlio del compositore mwcreCarlo.cite-ref-167[167] Il mwcrypetrarchismo ebbe come esponenti mwcrcIsabella di Morra, benché il suo stile oscuro e malinconico si differenziava dalla poesia amorosa in voga al tempo, tanto da anticipare i temi che saranno propri del mwcrgRomanticismo;cite-ref-168[168] e mwcr0Aurora Sanseverino, poetessa dell'mwcr4Arcadia, annoverata tra i più grandi mecenati del mwcr8regno di Napoli in mwcsaepoca barocca.cite-ref-169[169] mwcsuTommaso Stigliani, personaggio irriverente e, inizialmente, amico di mwcsyGiovan Battista Marino, divenne in seguito uno dei maggiori letterati antimarinisti del suo tempo.cite-ref-170[170] mwcssmwcswLo cunto de li cunti di mwcs0Giambattista Basile raccoglie diverse fiabe ambientate in Basilicata, come nelle zone di mwcs4Lagonegro, mwcs8Acerenza e mwctaLagopesole.

Successivamente, la Basilicata, sempre più isolata e lontana dal progresso, conobbe un irreversibile declino culturale che spinse diversi intellettuali a spostarsi nei maggiori centri come Napoli o al di fuori del regno. Tra il Settecento e l'Ottocento si distinsero mwctiFrancesco Lomonaco, detto il "mwctmPlutarco italiano"cite-ref-171[171] e mentore di mwctgAlessandro Manzoni; mwctkFerdinando Petruccelli della Gattina, considerato l'iniziatore del mwctomwctsromanzo parlamentare italiano;cite-ref-172[172]cite-ref-173[173] mwcuqNicola Sole, autore di apprezzati canti patriottici; mwcuuFrancesco Torraca, noto per i suoi studi su mwcuyDante e uno dei maggiori critici letterari del suo tempo.cite-ref-174[174] In campo giuridico spiccano mwcusGiovanni Battista De Luca, considerato il fondatore del lessico giuridico italiano;cite-ref-175[175] e mwcvaMario Pagano, che gettò le basi dell'odierna mwcveCorte Costituzionale.cite-ref-176[176]

Tra gli autori del Novecento lucano una menzione va a mwcvcLeonardo Sinisgalli, mwcvgRocco Scotellaro, mwcvkBeniamino Placido e mwcvoAlbino Pierro, tre volte candidato al mwcvspremio Nobel per la letteratura.cite-ref-177[177] mwcwaCarlo Alianello, romano di origini lucane, ambientò alcune opere letterarie nella terra d'origine dei suoi genitori, tra cui mwcwemwcwiL'alfiere e mwcwmmwcwqL'eredità della priora, che diverranno soggetto di miniserie televisive. Tra i contemporanei sono da citare mwcwuRaffaele Nigro, mwcwyGaetano Cappelli, mwcwcGiuseppe Lupo e mwcwgMariolina Venezia.

Musica

Uno strumento musicale tipico del folclore lucano è l'mwcxearpa viggianese (detta anche mwcxiarpa portativa o, in dialetto, mwcxmarpicedda), un'arpa di modeste dimensioni, con una struttura sottile e leggera che ne facilitano il trasporto. Nei secoli trascorsi, fu lo strumento distintivo dei musicisti erranti della Val d'Agri che vagarono per il mondo esportando le proprie tradizioni, molti dei quali furono ammessi in orchestre sinfoniche a livello internazionale.cite-ref-178[178] L'arpa portativa è anche lo strumento di Remì, protagonista di mwcxgmwcxkSenza famiglia di mwcxoHector Malot, il quale avrebbe tratto ispirazione dai musicanti viggianesi e il loro caratteristico strumento.cite-ref-179[179]cite-ref-180[180] A Viggiano ha sede la prima scuola in Italia di arpa popolare italiana, fondata dall'arpista mwcymGiuliana De Donno, già componente del gruppo musicale mwcyqPaideja. Altri strumenti della tradizione sono mwcyuzampogna, mwcyyciaramella e mwcyccupa cupa.

Tra i compositori sono da menzionare mwcykGiovanni da Oppido, autore del più antico manoscritto pervenuto di musica ebraicacite-ref-181[181]; mwcy4Carlo Gesualdo da Venosa, talvolta citato come il maggiore mwcy8madrigalista del XVI secolo;cite-ref-182[182] e mwczqCarlo Curti, fondatore dellmwczu'mwczyOrquestra Típica Mexicana, considerata una precorritrice delle bande mwczcmariachi;cite-ref-183[183] tra gli altri mwczwGiovanni Maria Trabaci, mwcz0Egidio Romualdo Duni, mwcz4Vincenzo Ferroni, mwcz8Francesco Stabile, mwcaaRocco Cristiano e mwcaeLeonardo De Lorenzo. Il mwcaiduo comico mwcamLyons and Yosco ottenne notorietà negli Stati Uniti con il brano mwcaqSpaghetti Rag, che vendette un milione di copie.cite-ref-184[184] mwcakRuggero Leoncavallo, durante un soggiorno a Potenza, avrebbe intrapreso la composizione dell'opera mwcaomwcasChatterton.cite-ref-185[185]

Tra gli artisti moderni, grande successo è stato riscosso da mwcbeMango e mwcbiArisa in ambito mwcbmpop; per quanto riguarda la mwcbqmusica etnica un notevole contributo si deve ad mwcbuAntonio Infantino e i mwcbyTarantolati di Tricarico.cite-ref-186[186] Nei primi anni duemila è stato attivo sulla scena musicale il gruppo rock mwcbsLe Mani. Un'altra formazione musicale, i mwcbwKrikka Reggae, presenta uno stile che abbina il mwcb0dialetto metapontino alla mwcb4musica giamaicana.cite-ref-187[187] Nel panorama chitarristico spiccano mwccmVittorio Camardese, medico di professione che rivoluzionò la tecnica del mwccqtapping,cite-ref-188[188] e mwcckPino Forastiere, tra i maggiori rappresentanti della chitarra acustica moderna in Italia.cite-ref-189[189] mwcc4Chiello e mwcc8Angelina Mango si sono distinti nel panorama musicale italiano degli anni recenti.

Cinema e televisione

Nonostante, sul finire degli anni venti del novecento, la regione iniziò ad apparire su alcune produzioni propagandistiche dell'mwcdsIstituto Luce,cite-ref-190[190] solo a partire dal dopoguerra la Basilicata diventa meta di numerose pellicole cinematografiche nazionali e internazionali.

Matera è il palcoscenico più ambito. I mwceeSassi fanno da sfondo per diverse produzioni a tema religioso, che accomunano la città a mwceiGerusalemme;cite-ref-191[191] nonché a carattere etnico-sociale, rappresentando terre arcaiche, misteriose e lontane dalla civiltà. Altri centri cinematografici sono mwcecCraco, Melfi, Maratea e, in anni recenti, la scenografia ha interessato anche i comuni sulle mwcegDolomiti lucane come mwcekCastelmezzano e mwceoPietrapertosa.

La prima pellicola girata in regione fu mwcewNel mezzogiorno qualcosa è cambiato (1949) di mwce0Carlo Lizzani, un documentario dedicato alla mwce4questione meridionale, in cui Matera appare tra i luoghi di ripresa.cite-ref-192[192] Nel tempo si sono succedute altre opere come mwcfmmwcfqGli anni ruggenti (1962), mwcfumwcfyIl demonio (1963), mwcfcmwcfgIl Vangelo secondo Matteo (1964), mwcfkmwcfoNon si sevizia un paperino (1972), mwcfsmwcfwCristo si è fermato a Eboli (1979), mwcf0mwcf4Io non ho paura (2003), mwcf8mwcgaLa Passione di Cristo (2004), mwcgemwcgiQuantum of Solace (2008), mwcgmmwcgqBasilicata coast to coast (2010), mwcgumwcgyWonder Woman (2017) e mwcgcmwcggNo Time to Die (2021).cite-ref-193[193]cite-ref-start2020-194-0[194] Film come mwchemwchiIl brigante di Tacca del Lupo (1952), mwchmmwchqIl conte di Matera (1957), mwchumwchyLi chiamarono... briganti! (1999) sono ambientati in Basilicata, ma le riprese non vennero effettuate in regione.cite-ref-195[195]cite-ref-196[196]cite-ref-197[197] mwcimmwciqRocco e i suoi fratelli (1960), benché girato e ambientato a Milano, ha come protagonista una famiglia di immigrati lucani, su scelta del regista mwciuLuchino Visconti dopo un periodo di ricerche su usi e costumi locali.cite-ref-198[198]

Tra le serie televisive sono da menzionare mwcismwciwL'Alfiere (1956), mwci0mwci4L'eredità della priora (1980), mwci8mwcjaIl generale dei briganti (2012), mwcjemwcjiQuesto è il mio paese (2015), mwcjmmwcjqSorelle (2017), mwcjumwcjyImma Tataranni - Sostituto procuratore (2019) e mwcjcmwcjgPer Elisa - Il caso Claps (2023).cite-ref-start2020-194-1[194]cite-ref-199[199]cite-ref-200[200]

Personalità che si sono distinte nel mondo cinematografico sono registi e sceneggiatori come mwckyRobert G. Vignola, mwckcPasquale Festa Campanile, mwckgRuggero Deodato, mwckkTanio Boccia, mwckoPasquale Plastino e attori come mwcksRocco Papaleo, mwckwAntonio Petrocelli, mwck0Antonio Gerardi, mwck4Domenico Fortunato, mwck8Carmen Di Pietro e mwclaAlessandra Di Sanzo.

Teatro

Il mwclgteatro Francesco Stabile di Potenza è l'unico mwclkteatro lirico della Basilicata,cite-ref-201[201] inaugurato nel 1881 alla presenza del re mwcl4Umberto I, della regina mwcl8Margherita e del principe mwcmaAmedeo, che assistettero a mwcmemwcmiLa traviata di mwcmmGiuseppe Verdi. In città è anche ubicato il Cineteatro Don Bosco, sorto nel 1930 e restaurato tra il 1985 e il 1990 dopo un lungo periodo di inattività.cite-ref-202[202]

Altri teatri storici sono il Teatro Ruggero II di Melfi, i cui lavori iniziarono nel 1856; Teatro Lovaglio di Venosa, inaugurato nel 1936, in cui furono proiettati i primi film del mwcmkcinema muto e premiato nel 2002 con una medaglia d’oro dall'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) per aver superato i 60 anni di attività cinematografica;cite-ref-203[203] mwcm4Teatro Duni di Matera, istituito nel 1948, il più capiente della regione con 1.200 posti.cite-ref-204[204]

In regione ci sono anche due auditorium: l'mwcnqAuditorium del Conservatorio Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza, realizzato nel 1986, e l'Auditorium Raffaele Gervasio di Matera.

Tra i maggiori esponenti teatrali della regione vi sono mwcnyUlderico Pesce e mwcncEgidia Bruno.

Cucina

La cucina lucana è, perlopiù, basata sul consumo di carni suine e ovine, legumi, cereali, verdure e tuberi. Tratti tipici della cucina tradizionale sono l'ampio uso di mollica di pane e frutta secca come condimento e di aromi come mwcompeperoncino e mwcoqrafano.

Specialità della gastronomia regionale è il mwcoypeperone crusco, a cui è stato attribuito l'appellativo di "oro rosso" della Basilicata;cite-ref-205[205]cite-ref-206[206] un peperone essiccato dal sapore delicato, consumato sia come spuntino sia come ingrediente di numerose ricette locali. Il peperone crusco viene ottenuto dall'essiccazione della mwco8varietà di Senise, una delle più pregiate a livello nazionale.cite-ref-207[207]

Di rilevanza sono i salumi come la salsiccia con la varietà mwcpulucanica (come fu definita dai Romani questa specialità lucana,cite-ref-208[208] diventata poi nota in nord Italia come mwcpoluganega), oggi conosciuta come mwcpslucanica di Picerno. Tra i formaggi, spiccano mwcpwpecorino di Filiano, mwcp0canestrato di Moliterno, mwcp4caciocavallo podolico, mwcp8padraccio e treccia dura (o treccione).cite-ref-209[209]

Tra i prodotti da forno vi sono mwcqypane di Matera, pane di mwcqcTrecchina, il pane di patata di mwcqgSan Severino Lucano, mentre mwcqkcarchiola, mwcqostrazzata, mwcqspastizz e falagone costituiscono un importante elemento del mwcqwcibo di strada regionale. Nel Pollino è tipico il mischiglio, una miscela di farine di legumi e cereali che trova impiego nella lavorazione di pasta e prodotti da forno.cite-ref-210[210] Per quanto riguarda gli alcolici, si ricordano l'mwcriAmaro Lucano di Pisticci e la mwcrmBirra Morena di Balvano.

La Basilicata è, altresì, nota per le sue acque minerali. Nelle sorgenti del mwcruVulture, area di maggior produzione, i materiali vulcanici forniscono alle acque sorgive una naturale effervescenza, caratteristica rara nel panorama delle acque minerali.cite-ref-211[211] Tali acque vengono imbottigliate presso mwcroMonticchio Bagni, frazione di Rionero.

Eventi

Tra gli eventi più rilevanti della regione vi sono:

• mwcs0mwcs4Agglutination Metal Festival – evento musicale a livello internazionale e uno dei più importanti in ambito mwcs8heavy metal del centro-sud Italia, nonché uno dei più longevi a livello europeo;cite-ref-212[212]cite-ref-213[213] si tiene sul Pollino, prevalentemente a mwctgChiaromonte.
• mwctomwctsCertamen Horatianum – evento culturale a livello internazionale rivolto a studenti di mwctwliceo classico che si tiene a Venosa.
• mwct4mwct8Coppa Gaetano Scirea – torneo internazionale di calcio giovanile che si svolge principalmente a Matera, assieme ad altri comuni lucani ed alcuni centri della Puglia.
• mwcuemwcuiGran Fondo del Vulture – competizione ciclistica amatoriale di livello nazionale e una delle più importanti del Meridione,cite-ref-214[214] organizzata a Rionero.
• mwcugLa luna e i calanchi – detta anche mwcukFestival della paesologia; manifestazione che si tiene ad mwcuoAliano in cui si coniugano arte e ambiente, ideata e curata da mwcusFranco Arminio.cite-ref-215[215]
• mwcvemwcviLa storia bandita – cinespettacolo che si svolge a mwcvmBrindisi Montagna, considerato il più grande spettacolo multimediale di teatro popolare in Italia,cite-ref-216[216]cite-ref-217[217] ispirato agli avvenimenti che interessarono il mwcvwbrigantaggio postunitario lucano e il suo maggior esponente mwcv0Carmine Crocco.
• mwcv8mwcwaLucania Film Festival – rassegna internazionale di cinema indipendente, organizzata a Pisticci.
• mwcwiPonte tra i due parchi – con sede a mwcwmCastelsaraceno, è uno dei mwcwqponti tibetani più lunghi al mondocite-ref-218[218] che collega il mwcwkparco del Pollino e il mwcwoparco dell'Appennino lucano.
• mwcwwmwcw0Premio Carlo Levi – evento letterario internazionale organizzato ad mwcw4Aliano.
• mwcxamwcxePremio letterario Basilicata – manifestazione culturale con sede a Potenza.
• mwcxmmwcxqQuadri plastici – spettacolo che si tiene ad Avigliano, in cui figure in carne ed ossa riproducono opere d'arte di natura religiosa.
• mwcxyVolo dell'Angelo – evento turistico e sportivo organizzato tra Castelmezzano e Pietrapertosa in cui, agganciati a un robusto cavo d'acciaio e lanciati ad alta velocità, si può osservare il panorama delle Dolomiti lucane ad un'altezza di 400 metri.cite-ref-219[219]
• mwcxwmwcx0WoodyGroove Festival – manifestazione musicale di Potenza dedicata al panorama mwcx4underground.

Sport

Il calcio è lo sport più praticato. I club attualmente più rilevanti sono il mwcyiPotenza, che raggiunse il proprio apice negli anni sessanta disputando cinque campionati consecutivi in mwcymserie B, e l'mwcyqAZ Picerno. Tra le altre società vi sono il mwcyuMatera, che partecipò alla serie B per una stagione nel 1979, e il mwcyyMelfi. Nel calcio a 5 il team del mwcycComprensorio Medio Basento giocò nel massimo campionato di mwcygserie A. Importante squadra di pallacanestro è l'mwcykOlimpia Basket Matera mentre quelle pallavolistiche includono la mwcyoPallavolo Femminile Matera, che ottenne grande successo negli anni novanta, e la mwcysRinascita Volley Lagonegro. Per quanto riguarda i giochi da tavolo è da menzionare l'mwcywAccademia scacchi Potenza, che partecipò alla serie A1 Master, la massima categoria della disciplina.cite-ref-220[220] Altri sport praticati sono ciclismo, pallanuoto, rugby, arti marziali, baseball, hockey su pista e tiro con l'arco, con diverse società sportive dilettantistiche attive sul territorio della regione.

Onorificenze

Attestato e medaglia di bronzo di eccellenza di III classe 1ª fascia di pubblica benemerenza del Dipartimento protezione civile


Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 2008

Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile

«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»


Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010

Simboli

Lo stemma della regione è costituito da uno mwc0mscudo sannitico di color mwc0qargento riportante quattro mwc0ufasce ondate mwc0yazzurre che, secondo l'articolo 8 dello Statuto della regione, rappresentano i principali fiumi lucani.

Note

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Collegamenti esterni

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